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Weerg vara Build 3D e porta il nesting a un livello superiore

Il nuovo servizio Build 3D è disponibile per clienti ad alti volumi: già ottimizzato, è frutto di numerose simulazioni.

Il termine nesting deriva dall’inglese “to nest”, che significa annidare e viene utilizzato per indicare una tecnica di organizzazione finalizzata a rendere più efficiente la produzione tramite il posizionamento preventivo virtuale degli elementi che vengono incastrati tra loro come avviene nei nidi.

Weerg ha messo a punto il servizio Build 3D erogato attraverso le proprie 12 stampanti 3D HP MultiJet Fusion, per dare prestazioni industriali in termini di qualità, produttività e tempi di realizzazione.

Per mettere a punto questo servizio, il nostro reparto R&D ha effettuato numerose simulazioni”, spiega in una nota il fondatore di Weerg, Matteo Rigamonti.

In soldoni, sempre utilizzando le parole di Rigamonti: “Se gli utenti che acquistano il build ne sfruttano l’intera capacità attraverso un nesting ottimale, possono beneficiare di un risparmio che arriva fino al 60% rispetto a quanto avrebbero speso producendo i pezzi singolarmente”.

Matteo Rigamonti, fondatore di Weerg

 

Come si è arrivati al Build 3D

Le stampanti 3D HP Multi Jet Fusion stampano build di grandi dimensioni che possono essere riempiti con centinaia di oggetti 3D, che possono essere uguali o diversi tra loro per quantità, dimensione e forma.

Il costo di produzione di un build è fisso, indipendentemente dalla quantità di pezzi che contiene.

Sul piano teorico, ottimizzando i pezzi all’interno del build è possibile produrre a costi unitari inferiori.

Si tratta di tradurlo in pratica, con un servizio ad hoc.

Allo scopo Weerg ha messo a punto un nuovo prodotto, rivolto a clienti ad alti volumi (industrie, service e anche professionisti) l’acquisto di un intero Build 3D.

I vantaggi economici che ne derivano sono, appunto, correlati all’utilizzo del nesting, che permette di assemblare più lavori ottimizzando il contenuto del build.

Sempre in teoria, il nesting potrebbe essere realizzato anche manualmente, ma avverrebbe con un notevole dispendio di risorse.

Meglio usare un software dedicato, dato che ce ne sono tanti disponibili sul mercato, spiega sempre Rigamonti.

Sono software svolgono la funzione di traslare e ruotare automaticamente una raccolta di parti 3D all’interno del build allo scopo di ridurre al minimo lo spazio vuoto e ottimizzare la qualità e la quantità delle parti stampate.

L’utente può anche specificare il numero di pezzi e la distanza minima tra le singole parti.

build 3D

I massimi vantaggi, ovviamente, si ottengono quando attraverso il nesting si riesce a riempire la totale capacità del build, spiega ancora Rigamonti.

Il Build 3D proposto da Weerg consente di realizzare stampe 3D con tecnologia HP MultiJet Fusion in tre materiali: Nylon PA11, Nylon PA12 e polipropilene.

Il successo della formula Build 3D, per Rigamonti, deriva anche dall’estrema facilità con cui i clienti possono effettuare il nesting: “inviarci il file 3D del build con la certezza della consegna in tre giorni lavorativi”.

 

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