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Progetto dell’Università di Padova sul futuro dell’additive manufacturing

Le nuove frontiere della manifattura additiva: un progetto dell’Università di Padova guarda al futuro con i componenti a variazione locale di proprietà.

Tra le più recenti linee di ricerca in materia di manifattura additiva c’è la possibilità di sviluppare applicativi e componenti capaci di rispondere in modo avanzato a necessità funzionali e fisiche specifiche: oggetti multimateriale e con una geometria intelligente, progettati e prodotti in modo più sostenibile, ottimizzato e smart.

Functional Design for Additive Manufacturing”, il progetto recentemente concluso dell’Università di Padova e guidato dal Professor Gianpaolo Savio, si colloca all’avanguardia in Italia nell’esplorazione dei paradigmi progettuali che possono guidare nella produzione di nuovi modelli ibridi.

Il progetto ha una duplice finalità: indagare i modi per progettare, verificare e produrre, attraverso nuove tipologie di stampanti, oggetti multimateriale, e individuare sistemi e workflow per disegnare rapidamente ed efficacemente componenti con geometrie ottimizzate, attraverso l’uso di strutture reticolari.

Il lavoro di ricerca è interessante anche perché è stato condotto a stretto contatto con realtà aziendali che hanno permesso di verificare immediatamente e prototipare soluzioni reali per i settori del medicale, dello sport e della manifattura.

Immagine di Riccardo Sponchiado e Pierandrea Dal Fabbro, ricercatori Universtità di Padova

Tra gli esempi sviluppati vengono citati componenti meccanici ibridi morbido/rigido, pattern aerodinamici per caschi per ciclismo, supporti protesici reticolari, in collaborazione con le Università di Udine e Bologna e con partner aziendali quali 3DFAst, Eurocompositi, Enginsoft e Fablab Venezia.

Il percorso è stato in grado di sviluppare congiuntamente vari aspetti della ricerca applicata, come sottolinea il professor Alessandro Ceruti dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Dipartimento di Ingegneria industriale in una nota, “La collaborazione fra Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e l’Università di Padova ha portato a sviluppare concetti innovativi nel campo delle strutture reticolari a variazione locale di densità, dimostrando come le Università italiane sappiano lavorare insieme per sviluppare ricerche innovative di interesse per il mondo industriale”.

I lavori hanno individuato modalità e possibilità per progettare in modo nuovo, rapido, efficiente oggetti a variazione locale di proprietà, più sostenibili in termini di tempo e utilizzo delle risorse.

Immagini courtesy Riccardo Sponchiado e Pierandrea Dal Fabbro (ricercatori)

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