NEOCAD deposita un brevetto italiano per portare l’intelligenza artificiale industriale direttamente nei processi CAD 3D della manifattura. La tecnologia sviluppata dalla startup punta a trasformare gli archivi tecnici delle imprese in un patrimonio interrogabile, verificabile e modificabile in modo automatico, spostando l’AI dall’ambito del supporto alla progettazione a quello dell’azione diretta sui modelli.
Il brevetto, dal titolo “Sistema e metodo per l’elaborazione, la ricerca e la generazione di modelli CAD parametrici mediante intelligenza artificiale”, nasce in un contesto in cui la manifattura italiana conserva un peso strategico rilevante. L’Italia è la seconda manifattura d’Europa e l’ottava al mondo, con un sistema produttivo che genera circa il 15% del PIL nazionale, oltre il 95% delle esportazioni e il 50% della spesa complessiva in ricerca e sviluppo.
In questo scenario, la capacità di progettare, recuperare conoscenza tecnica e ridurre i tempi di industrializzazione diventa una leva competitiva. NEOCAD, fondata alla fine del 2024, lavora proprio su questo punto: applicare l’intelligenza artificiale generativa alla progettazione CAD, non come semplice assistente, ma come componente operativa dei processi dell’ufficio tecnico.
“Quando si parla di intelligenza artificiale si guarda spesso ai grandi player internazionali. Eppure l’Italia possiede uno dei patrimoni manifatturieri più importanti al mondo, costruito in decenni di competenze ingegneristiche, progettuali e produttive. Crediamo che una parte dell’innovazione AI del futuro debba nascere proprio qui, a partire dai bisogni concreti delle imprese manifatturiere. Questo brevetto rappresenta il nostro contributo a una tecnologia sviluppata in Italia per valorizzare il know-how industriale italiano e renderlo ancora più competitivo a livello globale”, commenta Luca Licciulli, CEO e Co-Founder di NEOCAD.
AI industriale nei modelli CAD 3D, dal suggerimento all’azione
Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale si è diffusa soprattutto come tecnologia di supporto: analizza informazioni, genera contenuti, propone alternative, suggerisce ottimizzazioni. Nell’ambito della progettazione industriale, però, il vero salto di qualità non consiste soltanto nel ricevere indicazioni, ma nella possibilità di intervenire direttamente sul modello CAD.
La tecnologia sviluppata da NEOCAD introduce questo cambio di paradigma. Il sistema è progettato per operare all’interno dei principali ambienti di progettazione industriale, generando ed eseguendo automaticamente operazioni di modellazione sui modelli CAD parametrici. Non si limita quindi a suggerire una modifica al progettista, ma può intervenire sul modello stesso, verificarne la producibilità e apportare modifiche coerenti con i vincoli produttivi.
Il passaggio è rilevante perché sposta l’AI da una funzione consultiva a una funzione esecutiva. In un ufficio tecnico, questo significa poter ridurre attività ripetitive, accelerare la ricerca di componenti già disponibili, limitare duplicazioni progettuali e collegare più direttamente la fase di progettazione alla produzione.
Il tema non è sostituire il progettista, ma aumentare la capacità dell’organizzazione di usare il proprio patrimonio tecnico. Nelle imprese manifatturiere, soprattutto in quelle con anni di attività alle spalle, gli archivi CAD rappresentano spesso una memoria tecnica enorme, ma non sempre facilmente accessibile.
NEOCAD trasforma gli archivi CAD in patrimonio intelligente
Uno dei problemi più concreti della manifattura è la difficoltà di valorizzare i modelli già esistenti. Le aziende hanno accumulato nel tempo milioni di file CAD, componenti, varianti, adattamenti e soluzioni progettuali. Molto di questo materiale resta però disperso in archivi frammentati, sistemi non integrati o nomenclature difficili da interpretare.
“Nelle aziende manifatturiere italiane sono custoditi milioni di modelli CAD sviluppati nel corso degli anni. Un patrimonio di conoscenze tecniche che rappresenta uno degli asset più importanti dell’impresa, ma che spesso risulta difficile da valorizzare”, sottolinea Licciulli.
La soluzione brevettata da NEOCAD affronta questo limite attraverso ricerche per similarità funzionale. Il progettista può descrivere in linguaggio naturale il componente di cui ha bisogno, oppure fornire un modello di riferimento, e ottenere rapidamente i risultati più pertinenti presenti nell’archivio aziendale.
È un approccio diverso dalla ricerca tradizionale basata su codici, nomi file o classificazioni interne. In molti casi, infatti, il problema non è l’assenza del componente, ma l’impossibilità di trovarlo in tempi utili. La ricerca semantica e funzionale consente invece di intercettare modelli affini anche quando sono stati archiviati con denominazioni diverse o appartengono a progetti precedenti.
“L’obiettivo è trasformare il patrimonio CAD accumulato negli anni in una risorsa intelligente e immediatamente accessibile, riducendo tempi di ricerca, duplicazioni progettuali e dispersione del know-how aziendale”.
Dalla progettazione CAD alla fabbrica
La parte più industriale del brevetto riguarda la connessione tra modello digitale e contesto produttivo reale. Il sistema può verificare se un componente sia effettivamente producibile sulla base delle risorse disponibili in azienda, tenendo conto di materiali presenti a magazzino, utensili, vincoli tecnologici e requisiti normativi.
Questo aspetto è centrale perché nella manifattura il progetto non vive in modo isolato. Un modello CAD può essere formalmente corretto, ma non necessariamente adatto alla produzione in uno specifico stabilimento, con determinati macchinari, materiali o processi. La tecnologia di NEOCAD punta a ridurre questa distanza tra progettazione e fabbrica.
Quando rileva criticità, il sistema può modificare il progetto e generare automaticamente le istruzioni necessarie per renderlo compatibile con il contesto produttivo. In prospettiva, questo approccio può ridurre errori, rilavorazioni e tempi di industrializzazione, migliorando l’efficienza complessiva dell’ufficio tecnico.
Il valore per le imprese manifatturiere è evidente soprattutto nei contesti ad alta complessità, dove la progettazione richiede continui adattamenti e dove il riuso intelligente del know-how può incidere direttamente su costi, tempi e qualità del prodotto finale.
L’AI in ciclo chiuso applicata alla progettazione industriale
Secondo NEOCAD, l’elemento distintivo della tecnologia brevettata è la capacità di operare in ciclo chiuso. In pratica, il sistema non si limita a produrre output che devono essere validati e trasformati manualmente in azioni successive, ma chiude il processo intervenendo direttamente sul modello CAD.
“A differenza della maggior parte delle soluzioni AI, che si limitano a suggerire modifiche o generare contenuti da validare successivamente, il sistema è progettato per agire direttamente sul modello CAD: ricerca componenti, ne verifica la producibilità e genera automaticamente le istruzioni necessarie alla modifica”, continua Licciulli.
Alla base vi è un’architettura AI proprietaria addestrata specificamente sulla meccanica e sulla progettazione industriale, con l’obiettivo di comprendere le relazioni fisiche e costruttive tra i componenti. È un punto cruciale, perché l’AI generativa applicata al CAD non può limitarsi alla generazione geometrica: deve rispettare vincoli meccanici, logiche costruttive e requisiti di produzione.
NEOCAD sostiene che questo approccio consenta di ridurre quasi completamente gli errori geometrici tipici dell’AI generativa applicata al CAD, portando il tasso di invalidità da valori generalmente compresi tra il 15% e il 20% a livelli prossimi allo zero.
Se confermata sul campo, questa evoluzione potrebbe rappresentare un passaggio significativo per l’adozione dell’AI nella manifattura. Non più solo chatbot, copiloti o strumenti di analisi, ma sistemi capaci di entrare nei processi tecnici, leggere il patrimonio progettuale dell’impresa e agire sui modelli con una logica industriale.
Per la manifattura italiana, il tema è anche strategico. L’innovazione AI non passa necessariamente soltanto dai grandi modelli generalisti o dalle piattaforme internazionali, ma può nascere da soluzioni verticali costruite su competenze specifiche. Nel caso di NEOCAD, il punto di partenza è il CAD, ma il tema più ampio riguarda la possibilità di trasformare il know-how industriale accumulato dalle imprese in una risorsa digitale attiva, riutilizzabile e direttamente collegata alla fabbrica.
